Anche se il risultato era abbastanza scontato, nonostante fosse già stato scandaloso che la società Peppermint Jam Records avesse avuto i nominativi con il benestare del tribunale di Roma, fa molto piacere ricevere finalmente notizia della chiusura del “caso Peppermint” con esito finale a favore dei consumatori.Per chi non se lo ricordasse, brevemente la società discografica tedesca aveva richiesto un rimborso agli utenti che tramite il P2P avevano scambiato musica di sua proprietà. La cosa scandalosa è stata il come questa società si sia procurata i nomi: tramite una società privata svizzera che ha violato in maniera molto invasiva la privacy degli utenti. Per fortuna il garante della privacy ha risolto la situazione.
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